Arrivando a Fragneto...
Grappolo di case cui il grigio delle pietre dà nobiltà e bellezza, Fragneto Monforte appare in collina a chi, partendo da Benevento, percorre la Fondo Valle Tammaro. Ai suoi piedi, nella valle e sul pendio, manti di verde a scacchiera.
Chi vi giunge, oltrepassata l'Antica Chiesa di S.Anna e le villette immerse nel verde, si trova nella bellissima piazza, dove l'elegante Castello dei Duchi di Montalto, il vecchio tiglio da secoli simbolo del paese, il bel Campanile separato dalla Chiesa e lo spazio centrale delimitato da nobili palazzetti, la via in salita che s'inerpica ordinata in un susseguirsi fitto di case, creano un colpo d'occhio suggestivo ad ogni ora del giorno, magico a sera.
Chi, rasentando il Castello a sinistra, scende verso la parte più antica del paese, passa dinanzi al Palzzetto rosa della Biblioteca Comunale che è anche sede dell'ufficio postale, e tra case che alternano frammenti d'antico e di nuovo giunge allo spazio che vede accanto, purtroppo disunti nello stile, la sede del Comune e la Chiesa della SS. Croce; pietre, incise con segni segreti, tra loro aggregate dopo un millennio di storia per durare altri millenni, recano messaggi misteriosi.
Se poi il visitatore, oltrepassando la Piazza per salite diverse, percorre i quartieri della parte alta, si accorge che molto del passato torna a vivere con la nobile semplicità dei materiali e delle linee; il patrimonio delle abitazioni antiche è già interessato da un intervento di ristrutturazione e a breve il paese mostrerà il suo impianto originario, offrendo squarci e particolari degni di attenzione e ammirazione.
In alto e ai lati il nuovo si espande con discrezione; non manca il verde, le abitazioni hanno dignità, l'orizzonte è bellissimo oltre la grande valle; il paese si accuccia misterioso quasi a custodire, geloso, la sua storia, le sue tradizioni. Puoi sognare lunghe processioni, balli all'aperto in costume, dignitari di confraternite che raccolgono l'offerta di grano e di vino, cortei di gente in costume che s'avvia con asini e cavalli alla macina, o alla distribuzione dei doni in onore di San Nicola: il vino, l'olio, le panelle, la braciole di maiale... Più difficile è ormai immaginare cavalieri armati far scorribande. I giovani allegri che a gruppi sono sparsi qua e là, gli anziani in conversazione serena sotto il tiglio o dinanzi a un bar sconfiggono i pensieri di guerra che pure quel "Monforte" suscita in chiunque per la prima volta, incontra questo paese. (Domenica Zanin)
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