Le chiese

Chiesa SS. Croce (origine secolo IX) Attigua al Palazzo Ducale sorge la Chiesa SS. Croce, ubicata nella omonima piazzetta. Essa viene costruita una prima volta sul suolo e su ruderi della antica Chiesa Matrice di "San Nicola",edificata quest'ultima, successivamente al 1138, dopo che il saccheggio e la distruzione del Castello e del borgo adiacente ad opera di Ruggero II. Denominata Chiesa Matrice, per la sua sfavorevole posizione che la rendeva particolarmente vulnerabile essa è stata più volte data alle fiamme degli avversari dei Signori del Feudo di Fragneto, nonchè devastata dai frequenti eventi tellurici verificatisi in zona nel corso di circa sei secoli. La ricostruzione della Chiesa SS. Croce ha inizio nel 1694 sotto la direzione del sacerdote Don Angelo Fallace, su incarico del Cardinale Orsini. Dapprima viene realizzato un piccolo oratorio, ove già nel 1705 i confratelli intraprendevano le sacre funzioni e, successivamente, in seguito alla visita di Monsignor Manfredi, delegato del Cardinale Ceuci, avvenuta nel 1739, viene concesso il permesso di ampliare il citato oratorio. I lavori di tale trasformazione, continuano anche dopo il 1770; da varie fonti storiche, risulta infatti, che un aiuto finanziario viene chiesto nel 1782 al Re Ferdinando IV.

Poichè la chiesa era stata edificata in posizione attigua al Palazzo Ducale, all'epoca già appartenente ai Montalto, quest'ultimi avanzarono la pretesa di essere i legittimi proprietari del suolo e di conseguenza anche dell'erigendo edificio di culto. Superata tale disputa i lavori vengono ultimati agli inizi del secolo XIX ed ai Montalto viene riservato un finestrone, tutt'ora esistente, dal quale era possibile assistere alle sacre funzioni. Originariamente la Chiesa, sorta successivamente al terremoto del 1688, occupava lo spazio attiguo al campanile, ora sede della Piazza Vittorio Emanuele III.

L'antica chiesa, già danneggiata dal terremoto del 1837, roinò completamente a causa di un movimento franoo intorno al 1850. La ricostruzione, avvenuta nell'attuale sito, venne curata tra il 1856 e il 1879 dell'Arciprete Giovan Battista Mastrogiacomo, il quale si narra, ottenne il primo finanziamento per i lavori della Chiesa dal Re delle Due Sicilie recandosi da lui personalmente. Il resto della Chiesa venne realizzato col contributo di tutti i cittadini. E' ancora vivo un aneddoto curioso collegato a tale episodio, nel quale si racconta che l'Arciprete, ogni domenica, in processione, conducesse i fedeli nella vicina località Arannesi e che da quel sito conducesse poi con sè ogni uomo valido, con un sasso sulle spalle, per i lavori da concludere. Si può quindi, realmente affermare, che la Chiesa appartiene a Fragneto in quanto costruita dai fragnetani medesimi. Chiesa Madre SS. Nicola e Rocco (origine secolo XVII) Chiesa S. Donato (origine secolo XVII) La Cappella di San Donato è sita nel rione omonimo, nel pieno centro antico di questo piccolo paese del Sannio. La sua origine è legata alla venuta a Fragneto, nell'anno 1670, del Rev.do Don Vincenzo di Rubbo, incaricato dal Duca Nicolò Maria Montalto a far da maestro a due suoi figli. Egli dunque, si stabilisce a Fragneto ed ivi termina la sua vita nel 1693. Il suo protettore era il glorioso martire S.Eustachio che sotto questo titolo volle, 1690, gettare le fondamenta di una chiesetta nel rione San Donato, la cui costruzione, alla sua morte, giunse a livello delle soglie delle finestre. L'edificio fu lasciato in dono all'Università a patto che venisse portata a termine. I lavori furono ultimati nell'anno 1703 ma la suddetta chiesetta non fu più dedicata a San Eustachio, bensì a San Donato e ciò per la somma devozione che l'Università (che aveva contribuito all'ultimazione della Chiesa) aveva per questo martire.

Il Cardinale Orsini in visita alla chiesa nel 1703 le fece dono di una reliquia chiusa in una preziosissima teca. Dopo l'ultimazione, avvenuta come già detto nel 1703, la Chiesa non ha subìto ne grossi interventi, tranne quello del 1861 che realizzò l'ampliamento con la costruzione di due corpi adiacenti alla navata della chiesa e in corrispondenza dell'abside e del Campanile, nè gravi danni dagli eventi sismici successivi al 1703, tanto che nel 1853 fu trasferito nella Chiesa l'antico oratorio dell'Immacolata dalla Chiesa Madre fortemente danneggiata e rovinata da una frana. La Chiesa è stata riaperta al culto, dopo gli interventi di ripristino dei danni subiti dal sisma del 1980. La Chiesa di S. Anna è prospiciente la sede stradale della provinciale chiamata "dei due principati", nelle immediate vicinanze del sottopassaggio ferroviario che porta a Fragneto L'Abate. La Chiesa, in origine dedicata a San Leonardo, successivamente cambiò nome per essere dedicata a San Anna, venerata il 26 luglio, fin dalla metà del XVIII secolo. Il fabbricato adiacente, da sempre abitazione del custode, conserva ancora la sua tipoologia originaria. Interessante l'arcatura in pietra sulla parete sud, tipicamente seicentesca, anche se di scarso rilievo architettonico. Alla facciata principale della Chiesa, che invece risale alla fine dello scorso secolo, è legato un episodio ancora vivo nella tradizione popolare. Chiesa S. Anna Durante la realizzazione del predetto sottopassaggio ferroviario, costituito da un ponte di pietre squadrate, il Frate addetto alla custodia della Chiesa, Fra Felice, sottraeva i pezzi migliori di pietra con l'intendimento di ristrutturare la Chiesa e renderla più decorosa. Ciò creava grave intralcio all'andamento dei lavori, perchè le pietre, numerate appositamente per l'orditura del manufatto, venivano trasportate con il treno da molto lontano.

Dell'accaduto venne, quindi, informato l'ingegnere direttore dei lavori, il quale promise al Frate di provvedere, a spese della ditta costruttrice, al rifacimento dell'intera facciata della Chiesa, a condizione che avesse desistito dal portar via le pietre dal cantiere medesimo. L'impegno fu mantenuto e oggi abbiamo modo di veder realizzata la facciata della Chiesa con le stesse pietre del ponte antistante, in perfetta armonia architettonica con l'assetto dell'intera struttura. Chiesa S. Maria in Principio (origine secolo XVII) La Chiesa di S. Maria in Principio sorge in contrada Rapinella, sul versante che, a mezzogiorno, confina con il torrente San Giovanni. Come si può dedurre dalle lapidi, la prima sul frontespizio, l'altra a destra di chi guarda l'altare Maggiore, la Chiesa viene costruita intorno al 1600. Distrutta dal terremoto del 1688, viene poi ricostruitae consacrata il 15 aprile 1720. Ridotta in pessimo stato in seguito al terremoto del 1962, la Chiesa non ha potuto più offrire accoglienza alla devozione dei fedeli. In seguito, ulteriormente danneggiata dalle intemperie e a causa anche dell'incuria generale, si verificò, nell'inverno del 1973, il crollo dell'intera volta. La Chiesa, un tempo, ospitava la statua della "Madonna dell'Imprincipio" a cui è legata una leggenda che ancora oggi vive nella memoria dei fragnetani. In epoca non precisa sembra che la statua, come consuetudine, sia stata condotta nella Chiesa Matrice del paese e qui, forse per incuria, lasciata ben oltre il tempo previsto della funzione. Un mattino, inspiegabilmente, la statua fu ritrovata nella propria Chiesa, con somma meraviglia della popolazione. Per devozione fu percorso in processione l'intero tratto di strada che unisce il paese alla Chiesa e, su una roccia, nei pressi del torrente Calice, in località "Fontana Signora", vennero notate le impronte dei piedi e del ginocchio lasciate dalla Madonna stessa. Da allora, ed ancora oggi, questa roccia viene chiamata "Della Madonna".

 

 
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