
PALAZZO DEI DUCHI DI MONTALTO (img. a destra)
Da vari documenti storici si apprende che Fragneto viene forse fondato subito dopo la presa di Benevento da parte di Totila, Re dei Goti, nel 545 d.C. Il suo nome tra origine dalla "FARNIA" (Farnitum - Frangete - Fragnito ed infine Fragneto), una varietà di quercia presente in abbondanza nella zona (Quercus Latifolia). Non si sa molto di Fragneto dalla fondazione sino al 1009, mentre dopo tale data il borgo compare frequentemente nelle cronache. E' intorno all'anno Mille che si fa risalire, infatti, l'origine del "Palazzo Ducale", epicentro dell'annesso Feudo, chiamato dai Longobardi nel 1010 "Castello Nostro". Nel 1113 ne è Signore un certo Rodolfo Pinello della Contea di Ariano il quale con la sua opera continua a tenere alto il prestigio e la ricchezza che avevano in precedenza caratterizzato il Feudo.
A tale proposito lo storico Falcone, per evidenziare lo stato di notevole prosperità raggiunto, dice "Mobilia vero illorum innumera et animalia in oppido illo inventa sunt". Ed è proprio tale benessere a determinare il saccheggio e l'incendio del castello prima da parte di Rolpotone di S. Eustachio e poi del Conte Rainulfo.
Tuttavia la ricchezza del borgo e l'amore per la terra natia in breve tempo fanno risorgere il castello, mentre Rodolfo Pinello diviene suffeudatario di Tommaso Fenucchio il quale a sua volta lo è del Conte di Buonalbergo. Parte del feudo viene, quindi, ceduta ai Sanframondi e da questi ad un Bartolomeo di Monteforte, da cui, per dolcezza di pronunzia, il "Monforte" di Fragneto.
Nel 1138 il castello è nuovamente oggetto di saccheggio e poi di incendio ad opera di Ruggero II ma, in breve restaurato, nel 1269 con Carlo I D'Angiò viene ceduto, insieme ad altri possedimenti ai Frangipane come premio per l'aiuto apportato alla cattura di Corradino di Svevia.
Successivamente, nel 1350 il borgo di Fragneto con il castello passa a far parte del contado Beneventano e prende il nome di "Castrum Fragneti Montisfortis". Da allora, così come si evince da varie fonti, il feudo è stato teatro di imprese militari nella contesa tra Alfonso d'Aragona e gli Angioini. A seguito del movimento tellurico del 1456 buona parte del Castello e del borgo adiacente vengono distrutti, ma in pochi anni ricostruiti.
Fa spicco nella tradizione storica fragnetana la vicenda-miracolo di un quadro della Madonna poi detta delle "Rondinelle". L'episodio ebbe luogo nell'anno 1496. Il 2 giugno Ferdinando II D'Aragona aveva ordinato la distruzione del castello di Fragnito al fine di allontanare gli ultimi francesi che ancora l'occupavano. Tutto il castello fu divorato dalle fiamme tranne un quadro della Madonna. Solo un miracolo, si disse, aveva potuto evitarne l'incenerimento!
Ma tale evento divenne ancora più strepitoso - raccontano i cronisti del tempo - allorquando una rondinella volò in mezzo alle fiamme verso il quadro ed agitando le ali cercò di respingerle. La vittoria dei napoletani sui francesi fu attribuita dal Re Ferdinando alla Madonna, per cui il quadro fu trasportato a Napoli dove tutt'ora si venera nella Chiesa di S. Maria la Nova. Nel secolo XVI alcuni feudi reali vengono concessi a delle nobili famiglie ed è così che anche quello di Fragnito viene dato a "Don Ferrante Montalto", luogotenente vicereale del Regno nel 1528, e da allora è rimasto alla famiglia col titolo di ducato fino all'abolizione della feudalità.
Oggi il castello con le sue merlate è ancora la testimonianza di un passato glorioso e travagliato; il muro di cinta, il frontale, i tetti, le torri, il cortile interno ed il giardino, portano il visitatore a rivivere, anche se per breve tempo, in pieno ambiente medievale. Di recente, autorevoli studiosi hanno avanzato l'attendibile ipotesi di un'origine di Fragneto molto più remota di quanto finora si fosse pensato, risalente all'epoca della "Repubblica dei Liguri Bebiani". Certo è che l'attuale territorio del Comune presenta evidenti tracce di edifici di indubbia origine "romana", riconducibili ad insediamenti Liguri, attese le iscrizioni lapidee rinvenute in c/da Rapinella e ela vicinanza con la località Macchie di Circello, sede principale ed originaria di tale popolo.
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